Il Birdwatching nella Laguna di Venezia

Sfrutto questo articolo per raccontarvi la mia doppia vita: se d’estate mi trovate in Africa ad accompagnarvi alla scoperta di Elefanti e Leoni come Guida Safari, il resto dell’anno in cui vivo in Italia lavoro come Web Designer freelance.

Ed è proprio in uno dei progetti che sto seguendo adesso, il rifacimento del camping village Miramare, sulla Laguna di Venezia, che ho incontrato Nicola.
Nicola è il titolare del Miramare. Gentile, pacato, dolcissimo, e con una incredibile passione: il birdwatching e la fotografia.
Tralasciamo le meravigliose fotografie macro di farfalle che ho trovato sul suo profilo Facebook mentre cercavo materiale da inserire nel sito.
Nell’approfondire l’incredibile varietà di attività offerte dalla Laguna di Venezia, mi sono divertita a scrivere una pagina di presentazione della fauna avicola locale (poco dettagliata, l’obiettivo non era presentare un trattato scientifico, quanto una pagina descrittiva accessibile a tutti).

Ed ecco quindi che ne traggo spunto per questo articolo: il Birdwatching nella Laguna di Venezia.

E, se siete curiosi o entusiasti di approcciarvi anche voi al Birdwatching in questo incredibile posto, il Miramare Camping Village può ospitarvi, e sicuramente avrete un bel confronto interessante con il signor Nicola !

Fenicottero Rosa

Phoenicopterus roseus

Molti di noi (correggo: solo chi, come la sottoscritta, non frequenta mai le spiagge e si isola in montagna) associano il Fenicottero a luoghi esotici, come le isole caraibiche o le coste africane, ma questi incredibili uccelli li abbiamo anche noi.
In Italia.

Il Fenicottero che troviamo in Italia, e anche quindi nella Laguna di Venezia, è il Fenicottero Rosa, o Maggiore

A dispetto del nome, il Fenicottero Rosa non è molto colorato: il piumaggio è bianco con leggere sfumature rosa, mentre le penne remiganti (quelle delle ali) sono rosa e nere.

Ma potremmo anche trovare Fenicotteri completamente bianchi: spesso sono i giovani, oppure gli esemplari in muta.

Cosa conferisce questo particolare colore rosa? Sono alcuni alimenti presenti in laguna, come crostacei e molluschi, ricchi di beta-carotene.

Troviamo i Fenicotteri in colonie numerose, fino a centinaia di individui.
Spettacolare quando li vediamo prendere in volo tutti insieme, a colorare il cielo di bianco nero e rosa in un baccano assordante!

Sono uccelli monogami per una o più stagioni riproduttive: significa che le coppie sono stabili per diversi anni, ma non si impegnano per la vita.
Depongono 1 solo uovo, in un nido di fango e terra.

Nello specifico, nell’area della Laguna di Venezia la costruzione dei nidi e la deposizione avvengono principalmente tra Marzo e Maggio, mentre la nascita dei pulli (cioè i piccoli) è a partire da Maggio-Giugno.
In estate sarà quindi possibile vedere queste palline grigie super piumose seguire i genitori.

Sulla Laguna di Venezia i Fenicotteri sono ormai una presenza stabile: alcuni esemplari ormai restano tutto l’anno.

Durante le migrazioni abbiamo però la possibilità di vederli in grandi gruppi. 
I periodi migliori sono quindi la primavera (Aprile-Maggio) e l’autunno (Settembre-Ottobre), quando si spostano tra l’Europa e l’Africa, usando la laguna come area di sosta e alimentazione.

Avete notato questo incredibile becco? In “tecnichese” si chiama becco filtratore e funziona come un sofisticato sistema di filtraggio per separare fango e acqua dal cibo, sfruttando le lamelle interne.

Ma come funziona esattamente?
Il Fenicottero immerge a testa in giù il becco e, usando la grande lingua come un pistone muovendola avanti e indietro, pompa l’acqua all’interno.
L’acqua viene filtrata dalle lamelle, che trattengono alghe e piccoli crostacei.
Se avete notato, spesso i Fenicotteri muovono le zampe nel fondale, come se stessero pigiando l’uva: con questo momento creano piccoli vortici, smuovendo il fango e facendo uscire le prede
.

Cosa mangiano quindi i Fenicotteri? Piccoli crostacei, alghe, molluschi, anellidi e larve di insetti.

Cavaliere d'Italia

Himantopus himantopus

Inconfondibile uccello trampoliere, con il piumaggio bianco nero ed eleganti, lunghissime zampe rosa, perfette per spostarsi nelle acque poco profonde della laguna.

Come il Fenicottero, abbiamo alcune coppie che ormai sono stanziali e rimangono in Laguna tutto l’anno, mentre altri esemplari preferiscono svernare in Africa per tornare e trascorrere in Italia la Primavera e l’Estate, quando il clima è più mite e c’è più disponibilità di cibo. 

L’elemento sicuramente più distintivo di questo uccello sono le zampe lunghe e sottili, che gli conferiscono una camminata elegante ma un po’ militare.
Ecco perché, forse, gli è stato dato il nome di Cavaliere d’Italia: proprio perché ha un portamento elegante e maestoso, simile a un cavaliere.

Ma… in inglese?
Quello che noi chiamiamo Cavaliere d’Italia, noto universalmente come Himantopus himantopus nella comunità scientifica, è il Black-winged stilt per gli inglesi, cioè “Trampoliere dalle ali nere“.
Anche per i francesi è un trampoliere (cioè un uccello dalle zampe molto lunghe), il “Trampoliere bianco” (Échasse blanche), e per i tedeschi è l’ “uccello che cammina sui trampoli” (Stelzenläufer).

Il dimorfismo sessuale del Cavaliere d’Italia non è poi così evidente.

La femmina ha le penne scapolari marroni, mentre il maschio le ha nere.
Inoltre spesso il maschio ha un cappello nero in testa, assente nella femmina, ma non c’è una regola fissa: sono state avvistate moltissime femmine con la testa scura!

In questa immagine, ad esempio, si vede chiaramente come il maschio abbia il piumaggio scuro e la femmina tendente al marrone, ma il maschio non ha il cappuccio nero!

In questa seconda immagine abbiamo di nuovo una coppia, dove entrambi hanno il cappuccio.

Quindi direi che la regola più valida è quella del colore più chiaro per la femmina, mentre la colorazione della testa non è molto utile.

Il Cavaliere d’Italia è noto per la particolare tecnica di distrazione che mette in atto quando un potenziale predatore si avvicina troppo al nido con i piccoli pulli.

Il genitore (spesso le femmine) fa molto rumore per farsi notare e simula di avere un’ala rotta, essendo così una facile preda.
Così il predatore abbandona l’idea di avvicinarsi al nido, concentrandosi sull’adulto ferito.
L’uccello si muove lontano dal nido, allontanando il predatore.
Non appena i due hanno raggiunto una distanza sicura, l’uccello adulto spicca il volo, lasciando il predatore con lo stomaco vuoto e la sensazione di essere stato un po’ scemo.

Gruccione comune

Merops apiaster

Ha visto le Tartarughe Ninja e ha voluto mettersi anche lui la mascherina agli occhi, ma si è dimenticato di togliersi il vestito.
Il suo tipico piumaggio così vivacemente colorato lo rende infatti inconfondibile: stiamo parlando del Gruccione Comune.

Nella Laguna di Venezia potremo vederlo principalmente nel periodo compreso tra la fine di Aprile e l’inizio Settembre, quando poi andrà a svernare in Africa nella sua migrazione autunnale.

I Gruccioni sono famosi per la loro particolare dieta e tecnica di caccia.

Sono uccelli insettivori, specializzati nella caccia di api e vespe.
Non a caso il nome inglese del Gruccione (di cui ci sono diverse specie) è Bee Eater, cioè proprio “Mangiatore di api“.

È un volatore eccezionale e questa abilità gli consente di riuscire a catturare con il becco altri insetti volatori, tra cui le già citate api e vespe, ma anche calabroni, libellule, coleotteri e farfalle.
E quando ci sono i pulli nel nido da sfamare, riesce a catturare oltre 200 insetti al giorno!

La sua tecnica di caccia è a dir poco affascinante.
L’ho visto cacciare diverse volte tra Namibia e Sudafrica e posso assicurarvi che è veramente spettacolare.

Lo vediamo spesso su posatoi in alto con una visuale aperta (come pali, cavi, rami) da cui individua le prede in volo. Una volta avvistato l’insetto, si lancia in picchiata, lo cattura con il lungo becco come usasse una pinzetta e spesso ritorna allo stesso posatoio per mangiarlo.

Ma abbiamo detto che mangia soprattutto api e vespe, cioè insetti imenotteri dotati di pungiglione
Dopo aver catturato uno di questi insetti, il Gruccione non lo ingoia subito: la ricetta prevede prima di sbatterlo ripetutamente contro il ramo o il posatoio per stordirlo e poi grattugiare la parte posteriore dell’insetto sul supporto per espellere il veleno e staccare il pungiglione.
Buon appetito.

Mica scemo eh!

Il Gruccione è un animale fortemente sociale e gregario; tende a vivere in colonie di diverse decine di individui.

Formano coppie stabili per diverse stagioni riproduttive, a volte è monogamo per la vita.

La coppia crea il nido scavando un cunicolo profondo fino a 5 metri in banchi di sabbia, preferibilmente lungo le rive dei fiumi, di solito all’inizio di maggio. 
La femmina depone generalmente da 5 a 8 uova sferiche (tanto, nel fondo del cunicolo, non hanno un gran problema di rotolamento).
Entrambi si prendono cura delle uova e dei pulli.

Avocetta comune

Recurvirostra avosetta

Facilissimo riconoscerla grazie al caratteristico becco lungo, sottile e curvato all’insù, che le ha conferito il soprannome di Becco a Sciabola.

Il piumaggio è bianco nero, mentre le zampe sono di un particolare colore grigio-azzurro.

Anche se chiamata Becco a Sciabola, l’Avocetta utilizza il lungo becco più come una falce: lo immerge nell’acqua e poi sposta la testa ondeggiando a destra e a sinistra, proprio come se stesse falciando un prato.

Come abbiamo precedentemente visto nel becco del Fenicottero, anche quello dell’Avocetta ha caratteristiche filtratrici e funziona pressapoco allo stesso modo: utilizza la lingua come un pistone, pompando l’acqua all’interno che viene filtrata tramite piccole lamelle che corrono lungo tutto il perimetro interno del becco.

In questo modo le lamelle agiscono come un setaccio, trattenendo le prede all’interno della bocca mentre l’acqua viene espulsa.

Tramite la sua cosiddetta “Tecnica a falce“, l’Avocetta si nutre quindi di piccoli invertebrati acquatici (come gamberetti d’acqua salmastra), insetti acquatici e le loro larve, vermi e molluschi, piccoli pesci e anfibi.
In misura minore, può talvolta integrare la dieta con semi di piante acquatiche e piccole radici.

L’Avocetta vive in colonie, per garantire una miglior protezione soprattutto dei nidi.

Non appena giunte dalla migrazione, si inizia con il corteggiamento: la tecnica della parata nuziale, che viene ripetuta diverse volte e sempre più velocemente, prevede che sia maschio che femmina immergano insieme il becco nell’acqua e poi scrollino alternativamente il piumaggio.
A un certo punto la femmina china il capo (she said yes!) e i due promessi si corrono incontro.

Ma non illudetevi: questo amore non è fatto per durare. Le coppie generalmente sono monogame solo per la stagione riproduttiva e, cresciuti i figli e andati via di casa, i due genitori partiranno per la migrazione perdendosi di vista in mezzo al gruppo.

È il maschio a preparare il nido: appoggia il ventre su un terreno morbido come fango o sabbio,  ruota su se stesso ottenendo una piccola buca, che poi fodera con alghe secche (per il comfort) e conchiglie (per la solidità strutturale). Hai visto che architetti, gli avocetti.