I cerchi delle fate sulla sabbia in Namibia

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I cerchi delle fate sono formazioni circolari di vegetazione spoglia e poi un anello di vegetazione che si possono ammirare nel deserto del Namib, in Namibia.

Queste macchie circolari, larghe fino a qualche metro, hanno un cerchio centrale spoglio, circondato da un anello di vegetazione erbacea alta e rigogliosa.

Per decenni l’origine di queste misteriose formazioni è stata oggetto di dibattito e di diverse ipotesi, tra cui l’azione di termiti, l’erosione del vento, avvelenamento da parte di animali o piante, e addirittura fenomeni soprannaturali (per le popolazioni locali, che attribuiscono un’origine divina a questi cerchi).

Troviamo analoghi cerchi anche nel deserto in Australia, con alcune piccole differenze.

La spiegazione di questi cerchi non è ancora certa, ma alcune teorie sono più plausibili di altre.

Foto: © Foto: George Steinmetz/Corbis
Foto: © Foto: Corbis

Cosa è emerso dagli studi

Ipotesi 2018: termiti

Secondo lo studio del 2018 i cerchi sono causati dalle termiti Psammotermes allocerus che vivono all’interno dell’area  e che si nutrono delle radici delle piante.

L’ipotesi è sostenuta dal fatto che nell’80% dei casi i cerchi in Namibia hanno sotto di essi un gran numero di termiti.
A contraddire la teoria, però, vi è il fatto che nei cerchi delle fate in Australia, che si verificano alle stesse condizioni, non vi sono termiti.

L’ipotesi non è quindi convincente al 100%.

Ipotesi 2019: piante

Secondo lo studio i cerchi derivano dalla competizione tra le piante per accaparrarsi le scarse risorse d’acqua disponibili.

I ricercatori hanno analizzato le immagini aeree e hanno notato che i cerchi si trovano in zone particolarmente aride.

Si è rilevato che circa 10 giorni dopo la pioggia l’erba iniziava già a morire all’interno dei cerchi e 20 giorni dopo era completamente morta, mentre nell’anello circostante era vitale e verde.

La ricerca smentisce quanto emerso e pubblicato su Science nel 2018, cioè che le termiti potessero essere le responsabili della morte delle piante.

Questo perché non sono emerse evidenze che le termiti si fossero realmente nutrite delle radici, mentre le erbe sono morte subito dopo la pioggia.

Quando i ricercatori hanno esaminato le radici della vegetazione all’interno dei cerchi e le hanno confrontate con le erbe verdi all’esterno, hanno scoperto che le radici all’interno erano lunghe o anche più lunghe di quelle esterne.
Questo significa che le erbe interne si stavano sforzando di cercare acqua.

Quindi i cerchi sarebbero il risultato della competizione e organizzazione nel terreno di piante erbacee.

Anche questa teoria, però, non è del tutto esaustiva, e non convince.

Ipotesi 2022: competizione tra termiti e piante per l’acqua

Nel 2022, un nuovo studio ha proposto una teoria basata su un’interazione complessa tra termiti, piante e acqua.

Le termiti (sempre loro, del genere Psammotermes allocerus, almeno di quello siamo sicuri) costruiscono le loro colonie sottoterra, creando una rete di tunnel per gli spostamenti.
Attenzione: le termiti NON mangiano le radici delle piante, come già evidenziato nel 2019, ma questi tunnel aiutano l’acqua a incanalarsi nel terreno.

Ed ecco quindi che là dove ci sono i tunnel delle termiti, cresce la vegetazione.

Ma le piante entrano in competizione con le termiti per l’acqua (competizione interspecifica per una risorsa), e perdono.

Pare quindi che nell’area attorno al centro del nido non crescano più piante perché si è creata una zona di esaurimento idrico a causa delle termiti.

Chiaramente più la colonia è grande, più i cerchi sono grandi.

Questa teoria però non spiega perché nei cerchi delle fate in Australia non siano presenti termiti.
Ma questo, forse, è un altro capitolo.