Twyfelfontein in Namibia: the Lion Man

Tesori nascosti: i graffiti dei Boscimani a Twyfelfontein in Namibia

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La sorgente incerta del Damaraland

Twyfelfontein, patrimonio dell’umanità protetto dall’UNESCO nella regione del Damaraland, in lingua dei coloni boeri, l’afrikaans, significa letteralmente “sorgente incerta“.
Questo perché i Boshimani San, che abitavano questi luoghi, parlavano dell’esistenza di una sorgente, la “sorgente saltellante”, ma i coloni sudafricani non la trovarono e quindi il nome “sorgente incerta”.

In effetti una sorgente c’è, ma non sempre: dipende dalle piogge.

Qui a Twyfelfontein abbiamo il terreno costituito da due stati uno sopra l’altro: quello più in profondità è uno strato impermeabile, mentre sopra poggia uno strato più poroso.
Quando piove, l’acqua penetra e viene fermata dallo strato impermeabile.
E se piove tanto, l’acqua può emergere in superficie proprio perché lo strato superiore è poroso.

I graffiti del popolo San

Twyfelfontein è nota principalmente per i suoi oltre 2.500 dipinti e graffiti che il popolo San (anche chiamato popolo Boscimane) ha lasciato tra i 2 i 10 mila anni fa.

Generazioni quindi di cacciatori-raccoglitori nomadi che hanno lasciato numerosissime incisioni che rappresentano la vita quotidiana, gli animali e il rapporto delle tribù con la natura circostante.

Sulle rocce di arenaria troviamo quindi opere che raffigurano soprattutto gli animali selvatici che popolavano la regione (elefanti, giraffe, leoni, rinoceronti, zebre, antilopi), ma anche figure umane intente in attività come caccia, danza e guerra, e simboli astrali.
Un tema ricorrente sono anche le impronte degli animali, come se volessero tramandarsi una sorta di atlante delle impronte: forse gli anziani, i cacciatori più esperti, insegnavano ai giovani come riconoscere e quindi inseguire gli animali selvaggi della zona.

I San hanno lasciato più di 2.500 opere scolpite nella roccia, usando strumenti primitivi, soprattutto il quarzo.
I pittogrammi erano invece realizzati usando gli ossidi di ferro per il colore rosso e solitamente l’argilla per il bianco, applicati direttamente con le dita, con bastoncini di legno oppure con pennelli realizzati con peli di animali.

Ad oggi si sono meglio conservate le incisioni, in quanto i dipinti sono più soggetti allo sbiadimento e alle condizioni atmosferiche. 

Twyfelfontein e i graffiti rupestri dei Boscimani in Namibia
By SchnobbyOwn work, CC BY-SA 3.0, Link
Twyfelfontein e i graffiti rupestri dei Boscimani in Namibia

By CalipsOwn work, CC BY 2.5, Link

Caratteristica delle raffigurazioni del popolo San sono le natiche a panettone.  
In questa incisione vedete bene il puffetto nel sedere, mentre nella fotografia si evidenzia come ancora oggi questo popolo abbia  questa caratteristica fisica.

Twyfelfontein: il popolo San - Boscimane
By Schnobby - Own work, CC BY-SA 3.0, Link
Twyfelfontein: il popolo San - Boscimane
The Lion Man

Tra queste opere, l’immagine più famosa è The Lion Man, l’uomo leone.
Si tratta di un’incisione rupestre, datata intorno a 5 mila anni fa, che rappresenta una figura ibrida, con la testa e la parte superiore del corpo di un leone e la parte inferiore del corpo di un essere umano.

Come tutte le incisioni, il significato è aperto a interpretazioni.
La più accreditata è che questo leone, senza criniera e dalla coda lunga che termina con quella che sembra essere una mano umana, sia la rappresentazione di uno sciamano.

Innanzitutto, chi sono gli sciamani?
Gli sciamani sono figure spirituali presenti in molte culture diverse del mondo, che ricoprono un ruolo importante come mediatori tra il mondo umano e il mondo spirituale.
Attraverso pratiche rituali e trance, gli sciamani sono in grado di comunicare con gli spiriti, guarire le malattie, prevedere il futuro.

Gli sciamani che praticano la trasformazione sciamanica possono assumere la forma di un animale durante i loro viaggi.

Twyfelfontein in Namibia: the Lion Man

The Lion Man

By Thomas Schoch CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org

The Dancing Kudu

Oltre al The Lion Man, abbiamo anche un’altra incisione iconica qui a Twyfelfontein: The Dancing Kudu, cioè il kudu danzante.

Anche questa risale a 5/6 mila anni fa e raffigura un kudu  con le zampe anteriori alzate.
Pare sia un kudu femmina perché alcuni non ci vedono le corna dritte a vite; altri vedono le corna parecchio storte e comunque non dritte.
Non so se nell’immagine qui sotto voi ce lo vedete. Io no. Ma mi fido.

Ancora ci sono dibattiti sul perché di questa figura.
Potrebbe essere una celebrazione della bellezza di questo animale, come potrebbe essere un rituale di caccia, che prevede la venerazione di questo animale sacro per propiziarsi l’uscita. 

Accanto al kudu vediamo però anche altre incisioni: troviamo cerchi, cerchi con tratteggi e delle mezzelune con dei punti tutto attorno.

I cerchi potrebbero essere il carapace di una tartaruga, oppure delle mappe degli accampamenti (un cerchio, una capanna).

Le mezzelune invece sono i simboli astrali di cui parlavo prima: qui troviamo la luna con le stelle attorno, a rappresentare il ciclo lunare e, forse, anche la fertilità femminile.

Arenaria

Abbiamo detto che le rocce in questa zona sono principalmente arenaria… ma cos’è?

L’arenaria è una roccia sedimentaria composta principalmente da granelli di sabbia cementati insieme da minerali come calcare, silice o argilla.

Dire che è una roccia sedimentaria significa dice che si forma attraverso un processo che consiste in una serie di trasformazioni fisiche e chimiche che avvengono su vari strati di materiale (sedimenti) nel corso del tempo

  1. Deposito: i granelli di sabbia trasportati da fiumi, ghiacciai o vento si depositano in ambienti sedimentari come mari, laghi o pianure alluvionali
  2. Compattazione: il peso dei sedimenti sovrastanti comprime i granelli di sabbia, facendoli avvicinare tra loro
  3. Cementazione: l’acqua, ricca di minerali disciolti, si infiltra nei sedimenti e deposita i minerali tra i granelli di sabbia, cementandoli insieme
  4. Litificazione: i sedimenti cementati si trasformano in roccia solida, ovvero l’arenaria
Esistono diversi tipi di arenaria, che si differenziano per la composizione: alcune arenarie sono dure e compatte, mentre altre sono più friabili e possono essere sbriciolate facilmente.

David “Twyfelfontein” Levin, della sorgente incerta

Intorno agli anni ’50 David Levin, un agricoltore boero (del Sudafrica, quindi di lingua afrikaans), si spostò in queste terre desertiche con l’obiettivo di iniziare qui una coltivazione.
Ricordiamo dalla storia della Namibia che il 1900 vede l’occupazione del Sudafrica (con sfruttamento annesso).

Sapendo delle voci di una sorgente, iniziò a cercare l’acqua ma non ne riusciva ad avere a sufficienza per la sua famiglia e il bestiame.

L’incertezza della sorgente divenne così la sua preoccupazione costante, tanto che un suo amico (sempre di lingua afrikaans) lo soprannominò David “Twyfelfontein” (sorgente incerta).

Quando David Levin finalmente costruì la fattoria, la chiamò … Twyfelfontein.